PREVIDENZA

“Previdenza, pensione” significa che, a conclusione della vita lavorativa, si deve poter contare sulla garanzia di una rassicurante “tranquillità finanziaria” che, anche quando si avrà raggiunto l’età della pensione, consentirà di mantenere il proprio abituale tenore di vita.

Ciò significa che si sarà in grado di sostenere le spese per le necessità primarie, come ad esempio per la casa, per il mangiare, per il riscaldamento, per il vestiario, il telefono ecc..
Ma si potrà anche disporre dei mezzi per poter continuare a dedicarsi ai propri hobby ed interessi, cultura, sport, viaggi.

Per molti il termine “pensione” significa il raggiungimento di una tappa della vita che porta al riposo e al godimento di un vitalizio che, anche se non elevato e, ricordando i nostri nonni o i nostri genitori, l’attesa pensione diveniva sempre una rendita che permetteva di invecchiare con decoro. Oggi, ma soprattutto nel futuro, non sarà più così.
La previdenza obbligatoria ci restituirà molto meno di una volta e per alcune categorie di lavoratori, come i parasubordinati, restituirà somme molto inferiori (meno del 50%) del valore dell’ultimo reddito.

Per la categoria degli insegnanti di tennis, è prevedibile che al momento del raggiungimento dell’età pensionistica, la pensione maturata sarà uguale, o vicina, al valore del 40% dell’ultima retribuzione/reddito.

Gli insegnanti di tennis possono considerarsi appartenenti alla categoria dei lavoratori parasubordinati.
I parasubordinati sono coloro che esercitano per professione abituale ancorchè non esclusiva, attività autonoma – chi esercita attività di collaborazione coordinata continuativa ecc.

Sono soggetti interessati solo di recente (1996) a forme di previdenza obbligatoria e come si può dedurre dall’analisi successiva, è la categoria che maggiormente deve interessarsi al suo futuro status di pensionato, perchè è meno tutelata ed inoltre, la ridotta aliquota di contributi (10% o 12,50%) ai quali è assoggettata (un lavoratore dipendente accantona, forzatamente, quasi il 33% della retribuzione), porterà ad un risparmio previdenziale obbligatorio molto inferiore e di conseguenza ad una pensione che sarà probabilmente molto vicino a quella sociale (minima, oggi ca. € 500 / mese).

FACCIAMO ALCUNI CALCOLI
Se un maestro di tennis, con i contributi obbligatori, versa il 12,50% del reddito (negli anni futuri questa aliquota s’innalzerà), con un reddito annuale di circa € 20.600, si può valutare che accantoni sui 2.600 € all’anno (senz’altro la maggior parte dei maestri avranno accantonato o stanno versando molto meno).
Comunque è importante che ognuno valuti la sua situazione e calcoli a quanto ammontano i contributi obbligatori versati e quanti anni pensa di versare ancora in relazione alla sua età.
In questo modo, sarà possibile arrivare a calcolare il capitale che avrà accantonato con i contributi obbligatori e quindi a quanto potrà ammontare la sua pensione.
Le nostre ipotesi di accantonamento obbligatorio dei maestri di tennis, prendendo a campione una media statistica di reddito della categoria, ci portano a valutare che la pensione del maestro di tennis con 35 anni di contributi versati, potrà variare da € 670 a € 770 al mese (importi valore attuali). Una pensione molto scarsa, di poco superiore alla minima.
Sarà ancora più scarsa e quindi probabilmente la minima (oggi ca. € 500 al mese), per coloro che non avranno versato almeno 30-35 anni di contributi.
Sulla base di questi calcoli, possiamo capire che la vecchiaia si presenta molto difficile e dura, senz’altro inaspettatamente dura, per chi non si sarà organizzato per tempo con un risparmio integrativo per la pensione.
L’avvertimento è importantissimo soprattutto per i giovani che, da subito, avendo molti anni davanti, possono prepararsi un piano previdenziale integrativo anche con importi mensili o annuali meno pesanti e garantirsi una vecchiaia decorosa.

I soci PTR possono ottenere gratuitamente un servizio di analisi, informazione e poposte per piani di investimento a fondo integrativo per la pensione.